HOME

CONTRADA "SCRISÀ"



 UN TRAMONTO



Qui sopra le immagini dell'antico lavatoio in pietra, restaurato di recente dai residenti locali, beneficia di un'acqua sorgiva cristallina e fresca. Si immaginano facilmente le generose donne della contrada lavarvi i panni, con l'energia di braccia contadine.

La vena sgorga poco più a monte ed è detta "Fontana del Tenente",  dall'antico proprietario del fondo. Da lì partivano i canaletti in pietra, scavati a mano, per l'irrigazione degli orti di numerose proprietà distribuite nella valle.



La strada pedonale in pietra, che si conserva ancora, prima della costruzione delle strade carrabili asfaltate costituiva l'unico collegamento alla città e fra le contrade, attraversando noccioleti, castagneti e querceti tuttora fiorenti.



Particolare di casa in pietra. Gli avi, vista la difficoltà di trasportatre i materiali per lunghi tragitti attraverso le colline boscose, sceglievano di costruire le case dove abbondavano legname, argilla e pietra, che estraevano e lavoravano sul posto.



L'economia si fondava sulla coltivazione delle nocciole, che costituiva il maggior cespito di reddito, affiancata dalle castagne autoctone, dette di San Michele, dagli ortaggi e dalla pastorizia.



Dal legno di quercia si produceva la carbonella, preziosa per alimentare i bracieri nei rigidi inverni, e farne commercio portandola in città nelle coffe.


Presso questa evocatrice roccia, si svolgevano un tempo rituali di sapore pagano, propiziatori della fertilità.




PAESAGGI













CASCATELLE DI PUNTA CANA








HOME